Di Marco Bellini
Indovina chi sono (o Chi sono?) è un gioco di società in cui l'obiettivo è indovinare l'identità scritta sulla carta che porti sulla fronte. Gli altri vedono il tuo personaggio; tu no. Puoi fare solo domande a risposta sì o no e, se la risposta è «sì», puoi continuare a chiedere; se è «no», passa il turno. Vince chi scopre per primo chi è, preferibilmente con pochi indizi.
Preparazione dei biglietti
Ogni giocatore scrive di nascosto su un foglietto il nome di un personaggio famoso, un animale, un oggetto o un mestiere che tutti al tavolo conoscano. In alternativa usate un mazzo pronto dell'edizione originale o di un tema come Personaggi o Bambini.
Concordate in anticipo se sono ammessi personaggi storici, personaggi di fiction o solo persone viventi: una regola chiara evita discussioni a metà partita. Per gruppi misti, preferite nomi che i più piccoli conoscano davvero.
Carta sulla fronte
Senza guardare cosa c'è scritto, ogni partecipante attacca il biglietto sulla fronte — con nastro adesivo ipoallergenico — o lo infila nella fascetta elastica se usate la versione in scatola. Tutti gli altri possono leggere la tua identità; tu no. È il cuore del gioco: ragionare al contrario, partendo da ciò che gli altri sanno e tu ignori.
Se qualcuno sbircia per errore, si ripesca una nuova carta in modo trasparente. Con le carte giganti la regola resta identica, cambia solo la leggibilità a distanza.
Il turno di gioco
A turno, il giocatore attivo formula ad alta voce una domanda che si possa rispondere solo con «sì» o «no». Esempi validi: «Sono una persona reale?», «Sono un animale?», «Lavoro nel cinema?». Domande aperte («Com'è fatto?») o che richiedono descrizioni non sono ammesse, perché violano il vincolo binario.
Se la risposta è sì, lo stesso giocatore può fare un'altra domanda subito dopo. Se la risposta è no, il turno passa al giocatore successivo in senso orario. Alcune famiglie limitano a tre domande consecutive per turno, per evitare che un solo giocatore monopolizzi la serata.
Vincere la mano
Quando pensi di aver capito chi sei, al tuo turno puoi indovinare ad alta voce invece di fare una domanda: «Sono Harry Potter?». Se hai ragione, vinci la mano. Se sbagli, perdete il turno o la mano, secondo la variante concordata all'inizio. Molti gruppi preferiscono una penalità leggera (saltare un turno) piuttosto che l'eliminazione, così tutti restano coinvolti.
Per tornei informali si può contare chi vince in meno domande totali, non solo chi arriva primo: premia la strategia a imbuto, non la fortuna dell'ultima carta pescata.
Strategia a imbuto
Per indovinare in fretta, partite da domande molto generali e stringete il cerchio a ogni risposta utile.
Fase 1: categoria
- «Sono una persona reale?»
- «Sono un oggetto?»
- «Sono un animale o un personaggio di fantasia?»
Fase 2: dettagli
Se sei una persona: «Sono un uomo?», «Sono ancora in vita?», «Lavoro nel mondo del cinema?». Se sei un oggetto: «Mi trovo di solito in cucina?», «Sono fatto di plastica?». Adattate le domande al tema scelto — con il mazzo Anni '80 avrà senso chiedere subito se si è legati alla musica o al cinema retrò.
Fase 3: affondo
Quando il campo è ristretto: «Ho i capelli biondi?», «Faccio il mago in una saga di libri famosa?». A questo punto un tentativo di nome spesso conviene più di un'altra domanda generica.
Varianti popolari
A tempo limitato: ogni giocatore ha 60 secondi per fare quante più domande possibile prima che passi il turno. Aumenta il ritmo e riduce le partite infinite.
Celebrity edition: si scelgono solo personaggi storici, attori, cantanti o influencer noti a tutti — come nelle edizioni Donne famose o Personaggi.
Versione digitale: esistono app per smartphone che mostrano la parola inclinando il telefono sulla fronte; gli amici danno gli indizi a voce. Utile in viaggio, ma le regole sì/no restano le stesse.
Squadre: in gruppi numerosi, due squadre alternano un «indovinatore» con carta sulla fronte mentre i compagni rispondono in coro — sempre solo sì o no, una domanda alla volta.
Errori da evitare
Molti principianti fanno domande che non dividono davvero le possibilità: «È famoso?» è troppo vaga se tutti al tavolo lo sono. Preferite criteri oggettivi: genere, epoca, settore lavorativo, fiction o realtà. Un altro errore è rispondere con «forse» o «dipende»: il regolamento richiede sì netto o no netto, anche quando la risposta è borderline.
Evitate di guardare il telefono mentre gli altri parlano: un riflesso nello schermo può rivelare la vostra carta. Se usate carte scritte a mano, scrivete in stampatello leggibile: una «O» confusa con una «0» rovina la serata più di una domanda sbagliata.
Quanti giocatori servono
Il gioco funziona già in tre persone ed è ideale tra quattro e otto. Con più di dieci partecipanti conviene dividere in due tavoli o usare turni molto brevi, altrimenti chi è per ultimo aspetta troppo. Non c'è un massimo rigido: l'importante è che chi risponde alle domande conosca abbastanza il personaggio sulla fronte del giocatore attivo.
Durata e setup
Una mano dura in media cinque-quindici minuti a seconda di quanto siete bravi con le domande a imbuto. Il setup — scrivere o pescare le carte e fissarle — richiede due o tre minuti. Per serate lunghe, giocate a campionato: chi vince tre mani prima degli altri ottiene un titolo simbolico e si passa al mazzo successivo.
Fair play al tavolo
Non sbirciare gli specchi, non fare domande capziose («Ho un nome che inizia per A o per B?» conta come doppia domanda). Se un bambino non conosce un personaggio scelto dagli adulti, sostituite la carta senza penalità. Il gioco funziona quando tutti ridono insieme, non quando qualcuno si sente escluso.
Per serate con i più piccoli, leggete anche la guida Indovina Chi bambini: stesse regole, vocaboli più semplici e turni più brevi. Per scoprire tutte le edizioni tematiche, torna alla home Indovina Chi.